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Statuti approvati o in fase di definitiva approvazione(saranno continuamente aggiornati). Se apprezzate il nostro lavoro vi preghiamo di inviare link a eventuali versioni più recenti o a materiali di Università non ancora in elenco (ricercatori@rete29aprile.it). Provvederemo al più presto all'inserimento, per favorire la trasparenza e l'analisi comparativa a nostro avviso fondamentali, particolarmente in questa fase. Fai un click sull'immagine per vedere la tabella
DOCUMENTO CONTRO IL DDL N.1905 E LA MANOVRA FINANZIARIA
Il Coordinamento Unico dell’Ateneo catanese, formato da professori, ricercatori, precari e studenti, si è riunito oggi 27/07/2010 presso l’Aula E del Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania.
Il Coordinamento Unico dell’Ateneo di Catania, in continuità con le istanze dei ricercatori dell’Università di Catania che hanno avviato la loro mobilitazione già da mesi ed in sinergia con il movimento di protesta nazionale contro il DDL 1905 e la manovra finanziaria correttiva, attualmente in discussione in Parlamento, ribadisce quanto sia inaccettabile il contenuto del testo sulla riforma universitaria, in particolare per l’indecoroso trattamento riservato ai ricercatori già strutturati, ai ricercatori precari e per le determinazioni relative alla governance. Il Coordinamento ribadisce ancora che tale disegno mortifica finanziariamente e professionalmente il professore universitario, unico dipendente pubblico non contrattualizzato, che risentirà degli effetti della riduzione stipendiale per tutto l’arco della sua vita lavorativa e nel trattamento pensionistico.
Il Coordinamento, inoltre, denuncia che la manovra colpisce in modo mirato, tra tutti i lavoratori dell’Università, i più giovani in ruolo ed i precari, cancellando le opportunità di accesso ai ruoli e di progressione di carriera.
Il Coordinamento, infine, condanna aspramente i tagli indiscriminati all’FFO e riafferma:
- che non si può parlare di formazione di qualità in assenza di un piano di investimento in risorse umane ed economiche;
- che non si può non opporsi con decisione allo smantellamento dell’Università pubblica statale e del sistema di tutela del Diritto allo Studio.
Inoltre valuta negativamente:
- la proposta del pensionamento a 65 anni per tutti, senza che vi sia un chiaro piano del turnover generazionale;
- la scelta iniqua e penalizzante del blocco per tre anni delle retribuzioni dei docenti universitari a quanto
percepito nel 2010, e l’ulteriore riduzione del salario accessorio;
- la previsione della riduzione al 50% del numero dei contratti a termine e co.co.co. stipulati nell’anno 2009, che nei fatti rappresenta la cancellazione del posto di lavoro per molti precari della didattica e della ricerca, che per anni hanno contribuito al funzionamento delle Facoltà e dei Dipartimenti.
Il Coordinamento elabora il seguente documento su proposte e strategie d’azione, al fine di mobilitare la comunità tutta per un’altra idea di Università.
Un’altra Università è possibile se:
si garantiscono realmente l’autonomia degli Atenei, il carattere pubblico dell’Università quale sede principale della ricerca e il sistema di tutela del diritto allo studio, facendo dell’elaborazione e della trasmissione dei saperi il fulcro dello sviluppo, dell’innovazione e della crescita del nostro Paese;
si salvaguarda il principio di rappresentatività delle varie componenti della comunità accademica a tutti i livelli, includendo anche quelle che oggi non sono rappresentate;
si aboliscono i tagli indiscriminati agli Atenei, puntando piuttosto a ridurre drasticamente gli sprechi e le ridondanze e garantendo il rispetto degli impegni assunti con il trattato di Lisbona;
si rimuove il blocco del turn-over - introdotto con la legge 133/08 – e si rilancia un piano straordinario di reclutamento sulla base delle risorse finanziarie rese disponibili dai pensionamenti previsti nell’arco dei prossimi anni, rispondendo così alle crescenti necessità di rinnovamento generazionale del sistema universitario;
si definisce un piano ordinario di reclutamento su base meritocratica con tempi, ritmi e risorse certe e si pianificano gli avanzamenti di carriera su base meritocratica, utilizzando indicatori riconosciuti a livello internazionale, parametrati con i debiti correttori, per valutare produzione scientifica, didattica e incarichi gestionali;
si incrementa il fondo per il diritto allo studio, garantendo agli studenti maggiori opportunità in modo proporzionale al reddito;
si rivede la gestione delle risorse destinate alla tutela del diritto allo studio legando le tasse universitarie al reddito reale, valutato con criteri oggettivi e uniformi, e si assegnano borse di studio e alloggi a chi ne ha realmente bisogno;
si cancella la moltitudine delle figure precarie e si riscrive con chiarezza il progetto dell’istituzione di un’unica figura pre-ruolo, esplicitamente legata a percorsi certi (tenure track) con l’allocazione delle risorse specifiche per la progressione di carriera all’atto dell’assunzione;
si provvede a dare maggiore valore al titolo di dottore di ricerca, strutturando i percorsi formativi anche nella prospettiva di una spendibilità del titolo sul mercato del lavoro;
si riorganizzano i ruoli di Ricercatore e Professore universitario in un ruolo unico della docenza articolato su diversi livelli retributivi sulla base della valutazione della produzione scientifica, didattica e degli incarichi gestionali, effettuata utilizzando indicatori riconosciuti a livello internazionale, parametrati con i debiti correttori .
Un’altra Università si costruisce attraverso obbiettivi condivisi e azioni unitarie.
Il Coordinamento Unico d’Ateneo, dunque, ribadisce come forma di protesta la dichiarazione di indisponibilità dei ricercatori a ricoprire incarichi didattici non obbligatori per legge e dei professori associati e ordinari ad assumere incarichi lasciati liberi dai ricercatori e comunque eccedenti il compito istituzionale definito dalla Facoltà di appartenenza. Il Coordinamento chiede, poi, che in tutte le Facoltà sia deliberato il numero minimo delle ore di didattica per ogni docente, come da RDA, facendo osservare che non è opportuno procedere alla programmazione didattica in assenza di tale deliberato.
L’attività del Coordinamento si articolerà in tre gruppi di lavoro: comunicazione, rapporti con le istituzioni e gestione di un forum e di una pagina web, già costituiti.
Il Coordinamento definisce le seguenti strategie operative:
- invio del presente documento al Rettore, al Direttore Amministrativo, ai Presidi e ai Direttori di Dipartimento perché ne diano ampia diffusione e ne discutano con tutte le componenti universitarie nei luoghi istituzionali di appartenenza;
- raccordo con i referenti di altri Atenei e costruzione del Coordinamento Nazionale dei Docenti Universitari attraverso cui operare per obiettivi comuni definendo strategie d’azione e forme di lotta condivise;
- richiesta alla classe politica siciliana di farsi portavoce in Parlamento del disagio dell’Ateneo recependo i contenuti del presente documento.
Il Coordinamento, in considerazione della gravità della situazione attuale e dell’urgenza di realizzare manifestazioni efficaci, lancia un piano di informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica per condividere le iniziative di opposizione al DDL 1905, al fine di proteggere la qualità, l’efficienza e la dignità dell’Università pubblica.
In Coordinamento, inoltre, convoca un’assemblea d’Ateneo per il 13 Settembre 2010 a cui inviterà tutte le componenti universitarie, il Rettore e i Presidi.
Catania, 27 Luglio 2010
Coordinamento Unico d’Ateneo
COORDINAMENTO UNICO D’ATENEO CATANESE
DOCUMENTO CONTRO
IL DDL N.1905 E LA
MANOVARA FINANZIARIA
Il
Coordinamento Unico dell’Ateneo catanese, formato da professori, ricercatori,
precari e studenti, si è riunito oggi 27/07/2010 presso l’Aula E del Dipartimento
di Fisica e Astronomia dell’Università di Catania.
IlCoordinamento Unico dell’Ateneo di Catania,
in continuità con le istanze dei ricercatori dell’Università di Catania che
hanno avviato la loro mobilitazione già da mesi ed in sinergia con il movimento
di protesta nazionale contro il DDL 1905 e la manovra finanziaria correttiva,
attualmente in discussione in Parlamento, ribadisce quanto sia inaccettabile il
contenuto del testo sulla riforma universitaria, in particolare per l’indecoroso
trattamento riservato ai ricercatori già strutturati, ai ricercatori precari e
per le determinazioni relative alla governance. Il Coordinamento
ribadisce ancora che tale disegno mortifica finanziariamente e
professionalmente il professore universitario, unico dipendente pubblico non contrattualizzato,
che risentirà degli effetti della riduzione stipendiale per tutto l’arco della
sua vita lavorativa e nel trattamento pensionistico.
Il
Coordinamento, inoltre, denuncia che la manovra colpisce in modo mirato, tra
tutti i lavoratori dell’Università, i più giovani in ruolo ed i precari, cancellando
le opportunità di accesso ai ruoli e di progressione di carriera.
Il
Coordinamento, infine, condanna aspramente i tagli indiscriminati all’FFO e riafferma:
-
che non si può parlare di formazione di qualità in assenza di un piano di investimento
in risorse umane ed economiche;
-
che non si può non opporsi con decisione allo smantellamento dell’Università
pubblica statale e del sistema di tutela del Diritto allo Studio.
Inoltre
valuta negativamente:
- la
proposta del pensionamento a 65 anni per tutti, senza che vi sia un chiaro
piano del turnover generazionale;
-
la scelta iniqua e penalizzante del blocco per tre anni delle retribuzioni dei
docenti universitari a quanto
percepito
nel 2010, e l’ulteriore riduzione del salario accessorio;
-
la previsione della riduzione al 50% del numero dei contratti a termine e
co.co.co. stipulati nell’anno 2009, che nei fatti rappresenta la cancellazione del
posto di lavoro per molti precari della didattica e della ricerca, che per anni
hanno contribuito al funzionamento delle Facoltà e dei Dipartimenti.
Il
Coordinamento elabora il seguente documento su proposte e strategie d’azione,
al fine di mobilitare la comunità tutta per un’altra idea di Università.
Un’altra
Università è possibile se:
si garantiscono realmente
l’autonomia degli Atenei, il carattere pubblico dell’Università quale sede
principale della ricerca e il sistema di tutela del diritto allo studio,
facendo dell’elaborazione e della trasmissione dei saperi il fulcro dello
sviluppo, dell’innovazione e della crescita del nostro Paese;
si salvaguarda il
principio di rappresentatività delle varie componenti della comunità
accademica a tutti i livelli, includendo anche quelle che oggi non sono
rappresentate;
si aboliscono i
tagli indiscriminati agli Atenei, puntando piuttosto a ridurre
drasticamente gli sprechi e le ridondanze e garantendo il rispetto degli
impegni assunti con il trattato di Lisbona;
si rimuove il blocco
del turn-over - introdotto con la legge 133/08 – e si rilancia un
piano straordinario di reclutamento sulla base delle risorse finanziarie
rese disponibili dai pensionamenti previsti nell’arco dei prossimi anni, rispondendo
così alle crescenti necessità di rinnovamento generazionale del sistema
universitario;
si definisce un
piano ordinario di reclutamento su base meritocratica con tempi, ritmi e
risorse certe e si pianificano gli avanzamenti di carriera su base
meritocratica, utilizzando indicatori riconosciuti a livello internazionale,
parametrati con i debiti correttori, per valutare produzione scientifica,
didattica e incarichi gestionali;
si incrementa il
fondo per il diritto allo studio, garantendo agli studenti maggiori
opportunità in modo proporzionale
al reddito;
si rivede la
gestione delle risorse destinate alla tutela del diritto allo studio
legando le tasse universitarie al reddito reale, valutato con criteri
oggettivi e uniformi, e si assegnano borse di studio e alloggi a chi ne ha
realmente bisogno;
si cancella la
moltitudine delle figure precarie e si riscrive con chiarezza il progetto
dell’istituzione di un’unica figura pre-ruolo, esplicitamente legata a
percorsi certi (tenure track) con l’allocazione delle risorse
specifiche per la progressione di carriera all’atto dell’assunzione;
si provvede a dare
maggiore valore al titolo di
dottore di ricerca, strutturando i percorsi formativi anche
nella prospettiva di una spendibilità del titolo sul mercato del lavoro;
si riorganizzano i
ruoli di Ricercatore e Professore universitario in un ruolo unico della
docenza articolato su diversi livelli retributivi sulla base della
valutazione della produzione scientifica, didattica e degli incarichi
gestionali, effettuata utilizzando indicatori riconosciuti a livello
internazionale, parametrati con i debiti correttori .
Un’altra Università si costruisce
attraverso obbiettivi condivisi e azioni unitarie.
Il
Coordinamento Unico d’Ateneo, dunque, ribadisce come forma di protesta la
dichiarazione di indisponibilità dei ricercatori a ricoprire incarichi didattici
non obbligatori per legge e dei professori associati e ordinari ad assumere
incarichi lasciati liberi dai ricercatori e comunque eccedenti il compito
istituzionale definito dalla Facoltà di appartenenza. Il Coordinamento chiede,
poi, che in tutte le Facoltà sia deliberato il numero minimo delle ore di
didattica per ogni docente, come da RDA, facendo osservare che non è opportuno
procedere alla programmazione didattica in assenza di tale deliberato.
L’attività
del Coordinamento si articolerà in tre gruppi di lavoro: comunicazione,
rapporti con le istituzioni e gestione di un forum e di una pagina web, già
costituiti.
Il
Coordinamento definisce le seguenti strategie operative:
-invio del
presente documento al Rettore, al Direttore Amministrativo, ai Presidi e ai
Direttori di Dipartimento perché ne diano ampia diffusione e ne discutano con
tutte le componenti universitarie nei luoghi istituzionali di appartenenza;
-raccordo con i
referenti di altri Atenei e costruzione del Coordinamento Nazionale dei Docenti
Universitari attraverso cui operare per obiettivi comuni definendo strategie
d’azione e forme di lotta condivise;
-richiesta alla
classe politica siciliana di farsi portavoce in Parlamento del disagio
dell’Ateneo recependo i contenuti del presente documento.
Il
Coordinamento, in considerazione della gravità della situazione attuale e
dell’urgenza di realizzare manifestazioni efficaci, lancia un piano di
informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica per condividere le
iniziative di opposizione al DDL 1905, al fine di proteggere la qualità,
l’efficienza e la dignità dell’Università pubblica.
In
Coordinamento, inoltre, convoca un’assemblea d’Ateneo per il 13 Settembre 2010 a cui inviterà tutte le
componenti universitarie, il Rettore e i Presidi.