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Un anno di lotta per l’università pubblica

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Basta ipocrisie per (pagare) gli interessi di pochi! Appello per la verità e per l’etica pubblica PDF Stampa E-mail
Comunicati stampa - Comunicati Stampa
Scritto da massimiliano tabusi   
Martedì 23 Agosto 2011 23:00

Basta ipocrisie per (pagare) gli interessi di pochi! Appello per la verità e per l’etica pubblica


In questi giorni si è fatto pressante il richiamo ad una "patriottica" solidarietà per salvare l'Italia dalla bancarotta. Nessuno può essere insensibile a temi così gravi, e anche le ricercatrici e i ricercatori universitari si mobiliteranno. E’ fondamentale tuttavia che tutti si chieda con la massima forza e il massimo rigore, che la politica tutta - e chiunque abbia responsabilità di gestione della cosa pubblica - la smetta di propalare falsità e operi conseguentemente, affinché possa cominciare immediatamente una stagione davvero nuova che metta al centro l'etica ed il bene pubblico.

Tornare nella realtà

Il Governo ammetta pubblicamente che questa non è affatto la prima volta che mette "le mani nelle tasche degli italiani". Lo ha già fatto in molti campi, e se ne sono già accorti moltissimi cittadini; questo va onestamente ammesso se si chiede un rinnovato impegno e si richiama alla responsabilità.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 24 Agosto 2011 10:11
 
La CRUI e il ministro Gelmini: endless love... PDF Stampa E-mail
Scritto da Piero Graglia   
Giovedì 21 Luglio 2011 12:47

Sul fatto che la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane abbia appoggiato in tutti i modi possibili la legge di riforma del ministro Gelmini non dovrebbero esserci dubbi, ormai. Abbiamo assistito dal 2008 a una sua poco dignitosa e acquiescente genuflessione nei confronti dell’azione del ministro che, prima tagliava indiscriminatamente i fondi per l’università incontrando solo l’opposizione degli studenti dell’Onda e dei ricercatori, poi lasciava che da settori della politica si levassero aperti insulti nei confronti di chi lavora all’interno dell’università, infine assisteva impassibile al taglio delle retribuzioni mentre altri ministri (Alfano, La Russa e persino Frattini) si opponevano a interventi sulle retribuzioni dei loro dipendenti. Il tutto mentre si preparava e si approvava una legge di riforma alla quale i rettori, e soprattutto il precedente presidente della CRUI, hanno dato un contributo fondamentale.

Oggi, evidentemente non del tutto soddisfatti, i rettori alzano di nuovo il tiro, chiedendo modifiche  a una legge che hanno sempre supinamente accettato, ancora una volta contro l’opinione di docenti, ricercatori e studenti dei loro Atenei. Lo fanno presentando al ministro un dossier (http://www.confsaluniversita.it/files/Proposte%20per%20Ministro.pdf) nel quale, dopo aver ricordato che il sistema è in sofferenza per i tagli decisi nel 2008, e dopo aver magnificato gli sforzi fatti per «razionalizzare» (ovvero tagliare indiscriminatamente) il numero dei corsi universitari, suggeriscono – sempre ovviamente con la dovuta deferenza – alcune modifiche e «integrazioni» alla legge di riforma stessa.

Ultimo aggiornamento Martedì 26 Luglio 2011 16:27
 
Qui lo dico, qui lo nego... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Luglio 2011 16:33

Leggi qui il comunicato in pdf

Martedì 5 luglio scorso una delegazione dei portavoce della Rete29Aprile ha incontrato il nuovo presidente della CRUI, prof. Marco Mancini. Oggetto dell’incontro, della durata di oltre un’ora, è stata la situazione dell’Università italiana nella fase attuale, caratterizzata soprattutto dalla lenta e faticosa entrata in vigore della nuova legge sull’Università (240/2010), dalla conseguente riscrittura degli statuti di tutti gli atenei e dalla fase di profonda incertezza nella quale l’Istituzione versa.

Ultimo aggiornamento Venerdì 08 Luglio 2011 16:43
 
Audizione della R29A alla VII commissione della Camera sul decreto ministeriale per le abilitazioni dei professori universitari, PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 08 Luglio 2011 16:28

Roma, 5 luglio 2011

Considerazioni generali: ci sembra utile scoraggiare l'utilizzo di soli indici bibliometrici per preselezionare i candidati all'abilitazione. Innanzitutto l'utilizzo di indicatori statistici applicati ad un singolo ricercatore risentono pesantemente ed inevitabilmente delle fluttuazioni statistiche: inoltre, anche all'interno dello stesso settore scientifico-disciplinare le abitudini di pubblicazione (numero di pubblicazioni/anno, numero medio di firmatari, impact factor delle riviste, numero medio di citazioni) differiscono profondamente a seconda del sottosettore considerato.

 
Documento unitario dell'Intersindacale del 30.06.2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Eleonora Gallucci   
Mercoledì 06 Luglio 2011 19:12

ADI, ADU, AND, ANDU, APU, CISAL-Università, CISL-Università, CONFSAL-SNALS-CISAPUNI, CoNPAss, CPU, FLC-CGIL, LINK, RETE29Aprile, CONFSAL-SNALS-CISAPUNI, SUN, UDU, UGL-Università, UILPA-UR, USB-Pubblico impiego


Le organizzazioni sindacali e le associazioni universitarie, rappresentanti dei docenti, dei tecnico-amministrativi, dei precari e degli studenti, esprimono forte preoccupazione per la situazione dell’Università statale in Italia e per le sue prospettive.

Dopo la  formulazione del documento unitario “Per la democrazia negli statuti degli atenei italiani”, si deve constatare che le previsioni legate alle molte criticità della legge si stanno purtroppo realizzando.

Se da un lato il governo è in ritardo nell’emanazione dei previsti decreti attuativi – prolungando la paralisi di diversi aspetti delle attività universitarie – la redazione degli statuti nella maggior parte delle sedi non sta tenendo conto dei principi di partecipazione democratica evidenziati nel documento unitario.

In molte sedi le Commissioni (quasi mai individuate attraverso un’elezione dei componenti) non sembrano riuscire ad avere reale autonomia di manovra, in un processo che rimane guidato dagli establishment preesistenti. Nel complesso si delinea una Università fortemente verticistica e modellata – anche in seguito all’impronta della legge che  è del tutto evidente non migliora la situazione precedente e comprime ulteriormente gli spazi di libertà ed autonomia garantiti dalla Costituzione.

In questo quadro le organizzazioni e le associazioni universitarie ribadiscono alcuni principi irrinunciabili per l’Università statale, la quale deve operare per il bene comune, come motore fondamentale dello sviluppo sociale e culturale del Paese e deve restare, attraverso la formazione delle cittadine e dei cittadini, presidio di partecipazione consapevole alla vita politico-sociale della comunità.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Luglio 2011 21:44
 
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