Rete29Aprile

Ricercatori per una università Pubblica, Libera, Aperta

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Le illogiche conseguenze PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 22 Novembre 2011 16:04

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Da mesi ormai la situazione di marasma normativo innescato dalla sformata riforma universitaria voluta dal duo Gelmini e Tremonti fa sentire i suoi effetti.
L’ultimo, solo in ordine di tempo, è la condanna dell’Università di Pavia da parte del Tar della Lombardia. L’Università in questione dovrà rifondere gli studenti di quanto versato in eccedenza alla quota complessiva della contribuzione studentesca, che non può superare, secondo la legge, il 20% delle entrate complessive dell’Università. La morale della storia è che aumentare la pressione delle tasse di iscrizione sugli studenti per far fronte ai tagli di bilancio imposti da Tremonti e Gelmini nel corso del 2010, è una cosa illegittima.

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Novembre 2011 16:31
 
Proposta per il Presidente del Consiglio incaricato PDF Stampa E-mail
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Lunedì 14 Novembre 2011 15:00

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Mentre ci si accinge a ragionare sui nomi che dovranno costituire il nuovo governo, noi della Rete 29 Aprile vorremmo richiamare l’attenzione sull’importanza di scegliere con estrema cura il successore del ministro Mariastella Gelmini.
Non sappiamo - né lo può sapere il prof. Monti - se questo governo sarà un’esperienza isolata o se esso porterà a una continuità di linea nelle istituzioni pubbliche, ma siamo certi che, come noi, tutti sono convinti che il settore della formazione e della ricerca sia un campo estremamente cruciale e strategico per il futuro del Paese.

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 15:25
 
Titoli di studio «à la carte» PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Novembre 2011 14:31

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Da qualche tempo circola nel mondo politico italiano - che certo non brilla per il livello di qualità intellettuale - un mantra dal sapore magico: “aboliamo il valore legale del titolo di studio - si dice - e la qualità del sistema universitario aumenterà immediatamente, mettendo “fuori mercato” le università meno valide».
Si tratta di un pericoloso andazzo che accomuna esponenti sia di destra (Gelmini, Lupi) sia di sinistra (Letta, Renzi, Ichino) e si fonda evidentemente su una scarsa informazione complessiva e su qualche pregiudizio falsamente “liberista” (come del resto già da noi ampiamente argomentato durante le audizioni svoltesi sul tema al Senato e alla Camera).

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 14:41
 
La ConfinCrui PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Novembre 2011 12:53

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Che succede quando un rettore incontra un industriale? Appartengono a mondi diversi, non sempre accostabili facilmente, ma riescono a parlare e a capirsi se usano espressioni come «priorità per il futuro del Paese», «azioni strategiche», «riportare a sistema le singole esperienze», «valorizzare la qualità», «introduzione di buone pratiche e meccanismi efficienti».
Se poi la parte dell’industriale la fa la Confindustria e quella del rettore la fa la Crui, i due non trovano meglio da fare che un bell’accordo. Con obiettivi - ops, scusate, «traguardi» - ben chiari. Un accordo che conferma una tendenza ben chiara nell’era della Gelmini: il sapere e la ricerca hanno un senso se portano a un profitto qualsiasi, altrimenti rientrano nella sfera dell’inutile e del voluttuario. Esagerato? Mica tanto, basta leggere il testo dell’accordo che Crui e Confindustria hanno stretto l’8 novembre scorso, a Milano presso la sede dell’Assolombarda, per verificare che la direzione presa lascia pochi dubbi.

Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 13:02
 
L’eterno Rettore PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 14 Novembre 2011 12:28

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La proroga, questa presenza irrinunciabile nella storia del diritto amministrativo italiano. Una certezza, soprattutto quando si parla di università e di rettori, decisi a resistere contro ogni assalto, anche quello del tempo che passa. L’ultima notizia, proveniente da Milano è emblematica.

La legge Gelmini, tra le sue tante disposizioni, prevede due cose: abolisce l’articolo 14 della legge 311 del 1958, che permetteva ai professori-rettori di terminare il mandato qualora il pensionamento fosse giunto durante il periodo in cui erano rettori; nello stesso tempo però la legge Gelmini proroga i rettori in carica al momento dell’entrata in vigore della legge (dicembre 2010) fino al termine dell’anno accademico successivo a quello di adozione dei nuovi statuti. La maggior parte degli statuti sono stati approvati all’inizio dell’anno accademico 2011-2012, quindi i rettori in servizio ‘scivolano’ fino a ottobre 2013 (termine dell’anno accademico 2012-2013). Un regalino niente male, anche se adesso i rettori, buoni ultimi, si accorgono che non hanno più una lira, neppure per il funzionamento ordinario delle strutture che dirigono, e piangono le proverbiali lacrime di coccodrillo.

 
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