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coordinamento professori associati
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ARGOMENTO: coordinamento professori associati

coordinamento professori associati 2 Anni, 7 Mesi fa #212

  • Dan
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segnalo con la seguente mail
l'avvio senz'altro positivo di un coordianemento nazionale
dei professori associati.

Cari colleghi, vi aggiorno sulla situazione del coordinamento.

Il sito è on line raggiungibile all'indirizzo www.professoriassociati.it

a breve sarà possibile trovare sotto lo stesso dominio la mailing-list a cui ci si potrà iscrivere.

E' stata ipotizzata la data del 12 Novembre per l'Assemblea nazionale, molti atenei si stanno organizzando per parteciparvi (Bari ad esempio pensa adirittura di affittare una corriera visto il numero di associati
interessati!)

Occorrerebbe incontrarsi prima nei vari atenei per portare posizioni condivise.

Vi inoltro intanto il messaggio che ho inviato alla mailing-list artigianale che stiamo usando temporaneamente nell'attesa che sia pronat quella del sito web. (potete inviare una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. per farvi aggiungere)

Testo della mail inviata:

Credo anche io che al momento si debba rilanciare con poche forti richieste fondamentali e di carattere generale (senza riferimento particolare alle varie fascie).
Riassumo integrando brevemente e aggiungo un quarto punto a quelli individuati da Lorenzo Magna:

1)risorse economiche commensurate alle medie europee, assegnate in tempi CERTI (Riporto, ad esempio, le date dei DM di ripartizione dell'FFO dal
2004: 23 aprile 2004 n. 116, 24 maggio 2005 n. 139, 28 marzo 2006 n. 207,
8 maggio 2007 n. 246, 30 aprile 2008 n. 99, 23 settembre 2009 n. 45, ...
2010... chissà?)

2)percorsi di carriera chiari nel lungo periodo e basati su una valutazione seria e meritocratica. Introdurre cioè un modo fluido per permettere una carriera progressiva, in dipendenza dall¹esito positivo di periodiche valutazioni individuali della qualità del lavoro svolto favorendo l¹assunzione di responsabilità gestionali universitarie da parte di coloro che hanno dimostrato capacità e impegno nei compiti istituzionali;

3)valorizzazione della ricerca, autonomia degli atenei e valutazione ex-post

4)diritto allo studio (la spesa prevista passa da 214 milioni a 13
milioni)

Cristina


-
Prof. Maria Cristina Menziani
University of Modena and Reggio E.
Department of Chemistry
Via Campi 183
41125 Modena -Italy
Tel: +39-059-2055091
Fax: +39-059-373543
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.multiscale-school.unimore.it/on-line...ple/Faculty/scheda15
41.html


************************************************
"E' una manovra coraggiosa e indispensabile per contenere la spesa. Una manovra che garantisce crescita, equità e sviluppo, le promesse del presidente Berlusconi sono state confermate. Sono stati tutelati i ceti deboli, non ci sono tagli per pensioni, sanità e scuola, non ci sono tagli per i centri di ricerca e per il fondo per l'università. Le infrastrutture del sapere del nostro Paese sono state salvaguardate". Così il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, commenta la manovra di correzione dei conti pubblici, varata dal Governo. Brescia, 31 Maggio 2010
(Adnkronos)

Re:coordinamento professori associati 2 Anni, 7 Mesi fa #214

  • Dan
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Linee Programmatiche per la Costituzione del
Coordinamento Nazionale dei Professori Associati
documento programmatico

Il Disegno di Legge Gelmini sulla riforma dell’Università costituisce la chiara espressione di una visione decisamente verticistica del governo degli atenei, a danno dell’autonomia e della democrazia.
L’invasione della politica e delle aziende all’interno delle università privatizzerà il sistema ponendo le basi per una violazione sia della libertà di ricerca e di insegnamento (art. 33 Costituzione) sia del diritto allo studio (art. 34 Costituzione); renderà la formazione e la ricerca assoggettata agli interessi di pochi, cancellando i percorsi che nell’università italiana, da sempre più che nelle altre università straniere, sono stati essenziali per ottenere giovani studiosi competitivi e ricerca d’avanguardia; colpirà la stessa democrazia, sia perché privata di un luogo di libera formazione del sapere sia perché si abdica alla rimozione di quegli ostacoli al libero sviluppo della persona, restringendo la possibilità di emancipazione sociale che caratterizza la nostra democrazia.
L’iter parlamentare del DDL è stato finora segnato da profonde critiche da parte di molti organi istituzionali, proposte di emendamenti mai prese in considerazione, proteste da parte dell’intero mondo universitario, richieste di ritiro per approdare ad una versione ampiamente condivisa. Ma di tutto questo il governo non ha mai tenuto conto, mantenendo l’impianto iniziale con l’unica significativa inclusione della previsione di un finanziamento aggiuntivo per le promozioni a professore associato di 9000 ricercatori, modifica che chiaramente costituisce il tentativo di guadagnare il consenso dei ricercatori messi ad esaurimento nel DDL, allo scopo di ottenerne la rinuncia alla manifestazioni di indisponibilità allo svolgimento di attività didattiche.
I professori associati firmatari di questo documento ritengono che il problema generale dell’università non vada affrontato per compartimenti stagni, né, di volta in volta, sotto la pressione di determinate esigenze ritenute gravi e improcrastinabili, e senza una visione d’insieme e una strategia globale che affronti in maniera decisa i problemi che esistono nelle università. Per questo ritengono che il DDL vada ritirato e modificato, tenendo conto delle problematiche denunciate dai docenti e dagli organi di governo della quasi totalità delle università pubbliche italiane, che con quel sistema si confrontano quotidianamente.
Facendo proprie le critiche all’impianto complessivo del DDL concordemente avanzate dall’università italiana in tutte le sue articolazioni (con l’unica incomprensibile eccezione della associazione privata dei Rettori), i professori associati riunitisi in un coordinamento nazionale, con questo documento denunciano in particolare, per la parte relativa al proprio ruolo, che:
- il blocco del turn-over e lo stallo delle progressioni di carriera (per mancanza di fondi e per la colpevole inerzia del Parlamento e del Governo) hanno in questi anni fortemente colpito anche i professori associati;
- un gran numero di professori associati, negli ultimi anni, ha assunto ruoli istituzionali e amministrativi a sostegno di Facoltà, Dipartimenti e Corsi di Laurea, impegnandosi direttamente in compiti che in precedenza erano svolti dai soli professori ordinari e caricandosi di maggiori oneri didattici senza alcun riconoscimento economico e spesso a scapito della ricerca, elemento principale di valutazione nei concorsi per la progressione di carriera;
- nei prossimi anni la fascia degli ordinari sarà soggetta ad un progressivo assottigliamento per le numerose cessazioni dal servizio previste, con ripercussioni gravi sulla gestione istituzionale-amministrativa dell’intero sistema, ma anche dei diversi settori disciplinari;
- il protrarsi della preclusione di ogni possibile sviluppo di carriera potrebbe portare molti professori associati ad attenuare, se non spegnere del tutto, impegno, entusiasmo ed energie che, in questo particolare momento, risulterebbero decisive per il futuro sviluppo dell’università italiana pubblico statale;
- in assenza di una proporzionale programmazione di passaggi di fascia per gli associati, la promozione dei ricercatori proposta dal DDL (peraltro considerata una soluzione inadeguata, rispetto alle numerose criticità del provvedimento legislativo, dalle più avvedute organizzazioni dei ricercatori) determinerà uno schiacciamento della fascia e/o un’involuzione economica ed istituzionale, col risultato finale di una fascia depotenziata;
Ciò premesso, i sottoscritti professori associati ritengono di dover intervenire con la massima rapidità e decisione per fare sentire la propria voce contraria ad un insieme di provvedimenti che, se messi in atto, indebolirebbero l’intero sistema universitario pubblico statale e, al suo interno, il ruolo cui essi appartengono: da una parte concentrando tutti gli spazi decisionali nelle mani dei professori ordinari, con grave decadimento della democrazia all’interno degli atenei, dall’altra incrementando a dismisura il numero di associati senza sbloccare le progressioni di carriera. A tal proposito, i professori associati richiamano l’attenzione sulla mozione del CUN del 9/10/2008 dove, alla voce “Indicazioni sulle Linee Guida di Riforma dell’Università”, già si individuavano alcune dinamiche atte a tentare di risolvere il problema delle progressioni di carriera rimarcando una “differenza” tra reclutamento e progressione.
Per queste ragioni, i sottoscritti professori associati aderiscono a questo documento ed alla proposta di indire un’Assemblea Nazionale che, rifuggendo con decisione da logiche di categoria, costituisca un momento di ampia e ragionata discussione e che, mettendo a confronto le diverse posizioni oggi in campo, faccia emergere una linea unitaria e condivisa che ponga al centro una proposta di riforma del sistema universitario moderna, sostenibile e adeguata alle sfide culturali che le difficili congiunture economiche internazionali richiedono con urgenza che salvaguardi il carattere pubblico, libero e indipendente, di qualità per tutti, dell’Università.
Il dibattito non dovrà omettere di confrontarsi con le posizioni espresse dai coordinamenti delle altre fasce, in primis quella dei ricercatori, ivi compresa la proposta di creazione di un ruolo unico della docenza – le cui basi sono già di fatto identificate perfino nel DDL con la messa ad esaurimento dei ricercatori e la revisione degli scatti – da tempo sostenuta da numerose organizzazioni della docenza e recentemente riproposta da alcuni schieramenti politici sotto forma di emendamento.
Infine, i sottoscritti professori associati, nell’auspicare un’ampia partecipazione all’Assemblea con rappresentanze di tutti gli Atenei italiani che trasformino una spontanea seduta assembleare in un momento di sintesi e di reale coordinamento delle singole sedi italiane, invitano tutti coloro che a qualunque titolo appartengono al sistema universitario, a solidarizzare e condividere le idee qui presentate, inviando la propria adesione e/o un commento all’indirizzo www.professoriassociati.it
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