Rete29Aprile

Ricercatori per una università Pubblica, Libera, Aperta


new!!! (Catania, Bologna, Cagliari, Roma Sapienza)


Statuti approvati o in fase di definitiva approvazione (saranno continuamente aggiornati). Se apprezzate il nostro lavoro vi preghiamo di inviare link a eventuali versioni più recenti o a materiali di Università non ancora in elenco (ricercatori@rete29aprile.it).
Provvederemo al più presto all'inserimento, per favorire la trasparenza e l'analisi comparativa a nostro avviso fondamentali, particolarmente in questa fase. Fai un click sull'immagine per vedere la tabella

Login

N.B.: Gli utenti registrati possono accedere ad un numero maggiore di contenuti




Risorse

Feed del sito

Nessun URL del feed specificato.

CB Workflows

CB Online

No

Richiedi l'iscrizione alla mailing list di discussione della Rete29Aprile compilando il modulo che trovi CLICCANDO QUI!!!

SENTI CHE BEL RUMORE
Un anno di lotta per l’università pubblica

click sulla copertina per sfogliare il volume online, oppure click QUI per la scheda e il PDF







scarica il manifesto personalizzabile

(a cura di Daniele Gallo e Fausto Longo)



Scherzi da Frati? PDF Stampa E-mail
(12 - user rating)
Valutazione attuale: / 12
ScarsoOttimo 
Comunicati Stampa
Scritto da MT   
Lunedì 05 Luglio 2010 22:56

Il 5 luglio 2010 l'edizione web del quotidiano Il Messaggero riportava, in virgolettato, alcune affermazioni di Luigi Frati, Rettore dell'Università La Sapienza di Roma: «Non credo che noi non siamo corresponsabili riguardo ai provvedimenti sull'università da parte dei governi di centrodestra e di centrosinistra. Il 30% dei ricercatori della facoltà di Giurisprudenza non ha prodotto nulla nell'ambito della ricerca scientifica e in generale alla Sapienza il 10% dei ricercatori non ha prodotto nulla in 10 anni. Queste persone vanno cacciate dall'università». E inoltre: «Bisogna reclamare la progressione economica solo per i meritevoli. C'è chi ruba lo stipendio: ci sono persone che lo prendono da anni e non fanno nulla - ha proseguito Frati - Facciamo pulizia a casa nostra per avere più potere morale» (http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=109498&sez=HOME_SCUOLA)

A margine di queste dichiarazioni, la Rete29Aprile dei ricercatori italiani ritiene inaccettabile e fuorviante individuare in alcuni ricercatori “fannulloni” all’interno dell’Università italiana (e della Sapienza in particolare) la responsabilità e la causa dei recenti disegni di legge e provvedimenti governativi volti allo smantellamento dell’Università pubblica, e spera vivamente che si tratti di un fraintendimento.
Si tratterebbe, in caso contrario, di un atto che darebbe bene il senso del profondo imbarazzo in cui i vertici dell’università italiana sono caduti, messi a confronto tra la pratica consuetudinaria di utilizzare i ricercatori come un’utile forza lavoro per dilatare corsi di laurea e insegnamenti, e la lettera della legge che prevede per i ricercatori solo attività di didattica integrativa dei corsi principali.


In particolare, i Rettori delle università italiane dovrebbero sapere:

- che i ricercatori italiani VOGLIONO che la loro attività di ricerca venga valutata e hanno posto questo punto tra quelli qualificanti del loro pacchetto di proposte (che saremmo lieti di esporre ai vertici della CRUI come abbiamo più volte richiesto);

- che non è colpa dei ricercatori italiani se una nuova procedura di valutazione, dopo lunga e tormentata gestazione, ha preso il via solo da quest’anno in tutto il territorio italiano con il decreto ministeriale n.8 del 19 marzo 2010 per il periodo 2004-2008, e non è prevedibile quando darà i primi risultati. A quel punto invitiamo i rettori a fare i nomi dei ricercatori, nonché dei professori associati e ordinari che staranno fuori dai parametri misteriali riconosciuti, evitando di fare discorsi generalizzanti che risultano insultanti per migliaia di professionisti seri, preparati e coscienziosi e per le strutture nelle quali essi lavorano.

- infine, speriamo che il Rettore Frati e i suoi magnifici colleghi siano così equanimi da riconoscere come vi siano migliaia di professori ordinari e associati che pubblicano proporzionalmente meno di un giovane ricercatore, e in alcuni casi non risultano produttivi da anni. Se proprio si vorrà scendere sul piano (del tutto inutile) della "guerra intestina", i ricercatori italiani non hanno alcuna remora a porre sul piatto la loro produzione e la loro passione, confrontandola con quelle di chi sta al vertice del sistema.


Allo stesso modo i ricercatori non hanno problemi a riconoscere il magistero morale dell'istituzione universitaria di cui parla il prof. Frati per criticare i ricercatori a suo dire improduttivi. Occorre però evitare vuote generalizzazioni, che servono solo a prestare il fianco a provvedimenti liquidatori dell’intera Università pubblica.


5 luglio 2010, Rete29aprile

Ultimo aggiornamento Giovedì 08 Luglio 2010 19:26
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Joomla Training: by JoomlaShack