|
Comunicati stampa
|
Comunicati Stampa
|
|
Scritto da Alessandro Ferretti
|
|
Venerdì 24 Settembre 2010 11:31 |
|
Leggi il comunicato in pdf
Venerdì 24 settembre dalle ore 20 in diretta da Bologna Dalle ore 18 pre-evento sulle web radio universitarie
Venerdì 24 settembre dalle ore 20 verrà trasmessa su centinaia di web tv, videoblog informativi e media iperfocali la “Notte dei ricercatori 2010”, appuntamento promosso dalla Commissione Europea. La rete delle micro web tv, web radio e web tv universitarie torna in diretta online per un evento “a rete unificata”. Ad oggi l'evento verrà irradiato anche da Corriere.it, Lastampa.it, Rainews24.it, Ilfattoquotidiano.it, Unita.it, E' TV, Sapere.it e YouDem.tv. La diretta – dal nome L'altra notte - sarà irradiata su www.nottericercatori.it e su www.rita101.tv dove verrà coinvolta la community di oltre 8mila iscritti.
Una notte bianca per proporre le storie di chi lavora giorno per giorno nei laboratori e centri di ricerca con competenza e passione. Una notte per presidiare uno dei temi strategici per la crescita culturale ed economica del nostro Paese. Una notte aspettando una nuova alba per la ricerca in Italia. La “Rete Ricerca Pubblica” e la “Rete29Aprile”, nella volontà di unire le proprie forze per una battaglia seria e determinata in difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della Ricerca in Italia, ribadiranno le proprie ragioni, le proprie “indisponibilità” e la propria voglia di andare avanti anche durante la notte dei ricercatori con due interviste registrate su Skype e un video appello contro la soppressione degli enti durante l’evento “L’Altra Notte”. Intervengono alla trasmissione sul web anche Riccardo Iacona, Luca De Biase e Piero Angela, con un'intervista registrata.
Da Bologna ci si collegherà in webcam via Skype con le città italiane e con le realtà universitarie dell'Emilia Romagna. Collegamenti in diretta con i nove enti italiani universitari aderenti all'iniziativa: Bologna, Bolzano, Frascati, Genova, Roma, Salerno, Trieste, Venezia e i distretti universitari del Piemonte. Collegamento con il CERN di Ginevra. Durante l'evento anche l'intervista di Riccardo Luna (Wired) a Rita Levi Montalcini per Rita101, la maratona online per il compleanno dell'amata ricercatrice già Premio Nobel.
SOPPRIMERE LA RICERCA SPEGNE ANCHE IL TUO FUTURO!
Riferimenti:
Rete Ricerca Pubblica:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
- Federica De Luca
Rete29Aprile:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
– Alessandro Ferretti
|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Settembre 2010 11:35 |
|
|
Comunicati Stampa
|
|
Scritto da Alessandro Ferretti
|
|
Venerdì 24 Settembre 2010 02:06 |
|
Versione comunicato in pdf La Rete29Aprile dei ricercatori universitari considera profondamente inadeguate le affermazioni del ministro Gelmini rese oggi durante la conferenza stampa congiunta con il ministro Giulio Tremonti. Il ministro si è espresso in termini indeterminati e vaghi su questioni centrali, quali la ricerca e l’alta formazione. Ma ciò che colpisce maggiormente sono le inesattezze evidenti nella parte del suo discorso dedicata alla protesta dei ricercatori, peraltro sempre evitando un confronto diretto nonostante l’esplicito invito a farlo rivoltole dal Capo dello Stato ai primi di agosto.
Per anni i ricercatori universitari hanno, con senso di responsabilità, tenuto corsi con dedizione e passione come fossero professori, quasi sempre a titolo gratuito, sottraendo tempo e risorse alla ricerca che (come dice il loro nome) è il loro compito primario. Quest’anno, come tutti gli altri anni, i ricercatori universitari lavoreranno a tempo pieno facendo con immutato senso di responsabilità la ricerca e la didattica che compete loro: tutoraggi, assistenza agli studenti, seminari, senza incarichi aggiuntivi di volontariato.
L’indisponibilità a tenere corsi non è pigrizia, ma un segno di protesta contro il DdL in discussione oggi alla Camera. Sono più di 10.000 i ricercatori che in 35 atenei si sono uniti alla più grande protesta dei ricercatori italiani mai verificatasi. Una protesta che vuole non solo difendere l’università pubblica, ma renderla migliore cominciando da un’autentica semplificazione nei ruoli e nelle funzioni docenti con l’introduzione del ruolo unico dei professori universitari: l’unico strumento per eliminare i poteri baronali, che l’On. Gelmini ha più volte ricordato essere il primo ostacolo alla sua riforma, e che invece il DdL in discussione in Parlamento rende più forti che mai, concentrando in essi il controllo dei concorsi e del sistema di governo degli Atenei.
Nella grande assemblea nazionale dei ricercatori universitari della Rete 29 Aprile (www.rete29aprile.it) tenutasi lo scorso 17 settembre a Roma, sono stati ribaditi i punti critici della politica universitaria di questo governo, e non solo per quanto riguarda lo stato giuridico dei ricercatori. Infatti la politica del Governo, oltre a mettere gli attuali ricercatori strutturati su un binario morto, senza riconoscimento del lavoro svolto e senza reali prospettive di avanzamenti:
- mette sul lastrico decine di migliaia di ricercatori precari con anni di lavoro alle spalle;
- prospetta per i futuri aspiranti ricercatori un percorso che non ha eguali nel mondo: dieci anni e più di precariato, senza alcuna garanzia che il merito sarà premiato: una falsa tenure track il cui esito è legato molto più a criteri di cassa che scientifici;
- mortifica il diritto allo studio, per il quale non sono previste né risorse dedicate (dopo i pesanti tagli) né le necessarie politiche di welfare per porre tutti, capaci, meritevoli e meno abbienti, in identiche condizioni di partenza garantendo davvero il diritto all’istruzione;
- pone la gestione degli atenei pubblici nelle mani di personalità esterne all’università, designate senza il necessario controllo da parte delle varie componenti universitarie, ignorando evidentemente che gli atenei italiani che hanno già sperimentato una gestione interamente ‘esterna’ oggi presentano gli stessi problemi e le stesse tare degli altri. Un settore strategico come quello dell’alta formazione non può essere gestito al risparmio, né con criteri aziendalistici: sarebbe come voler economizzare sul medico quando si è malati. La logica della cultura da trattare come un prodotto da piazzare sul mercato per i pochi che possono permetterselo va respinta decisamente.
Del problema finanziario l’On Gelmini preferisce non parlare, lasciando la parola al suo collega Tremonti, ignorando il fatto che la politica italiana tradisce apertamente la “Strategia di Lisbona”, patto sottoscritto e poi ignorato dall’Italia per il rilancio di università e ricerca in Europa. Le parole dei due Ministri tacciono infatti che i due motori del futuro dell’Italia, a causa delle scelte politiche di questo governo, sono finanziati in maniera irrisoria rispetto agli altri paesi europei e dell’OCSE, con finanziamenti che saranno presto meno della metà di quanto è investito altrove.
I ricercatori respingono al mittente, con decisione, l’accusa di essere la causa dei disagi e della negazione del diritto allo studio. I ricercatori universitari faranno appieno il loro lavoro istituzionale, mentre il DdL e i tagli ai finanziamenti e al personale che si sono abbattuti sull’università, con pervicace rifiuto al confronto, a partire dal giugno 2008 (DL 112, poi legge 133/08) sono la vera causa di disagio e negano il futuro delle Istituzioni di formazione e ricerca pubbliche, a favore di strutture private.
Tutti i principali paesi industrializzati, e soprattutto quelli dell’Unione europea, hanno dedicato cospicue risorse alla ricerca e all’istruzione in questa fase di crisi economica. Università e scuola sono stati in moltissimi casi gli unici settori esonerati dai tagli, e spesso sono aumentati i finanziamenti in maniera impensabile qui da noi (ma non in Francia e in Germania): solo in Italia si mortificano irresponsabilmente l’Università, la ricerca, la scuola e la cultura in generale, e insieme alle istituzioni vengono colpiti tutti coloro che con passione vi dedicano la loro vita lavorativa per il bene comune. In una prospettiva finanziaria di sei anni (2008-2013) il governo è riuscito a programmare tagli per più di dieci miliardi di euro a scuola e università: si tratta esattamente dell’equivalente, a prezzi correnti, di quanto gli Stati Uniti concessero all’Italia con il Piano Marshall dal 1948 al 1953. Eppure, a fronte delle sempre più estese proteste, nella conferenza stampa non abbiamo sentito niente di concreto: nessuna cifra, nessuna scadenza precisa, nessun impegno concreto e neppure nessuna promessa: soltanto parole e rimbrotti.
I Ricercatori della Rete29Aprile, stigmatizzano poi l’inaccettabile ricatto di fronte al quale i Ministri Gelmini e Tremonti mettono l’Università: accettate la riforma così com’è e dopo, nei tempi, nei modi e nelle quantità che decideremo, vi daremo nuovi fondi. L’Università non può essere trattata in maniera così umiliante da chi attua una politica che confonde merito e profitto, ricerca e mercato, valutazione e rendita economica.
L’Università che forma i nostri giovani, i nostri figli per essere gli imprenditori, i politici, i formatori e gli scienziati di domani ha il diritto di essere considerata un valido interlocutore a pieno titolo. In quest’ottica, l’invito a continuare a fare volontariato per consentire al DdL Gelmini e ai tagli di demolire in tutta tranquillità e senza turbamenti l’università pubblica italiana è una richiesta totalmente irricevibile: acconsentire a essa sarebbe un vero e proprio tradimento del patto tacito che i ricercatori hanno stretto non tanto con le rispettive università dove operano, ma con la loro professione.
I Ricercatori, come dichiarato congiuntamente nell’assemblea nazionale del 17 settembre scorso a Roma, insieme alle altre componenti dell’Università, agli enti di ricerca pubblica, a studenti, a precari della ricerca, non smetteranno la propria mobilitazione fintanto che l’iter del disegno di legge non verrà fermato per aprire un vero tavolo di confronto e dialogo sulle pur necessarie riforme, al fine di garantire a tutti, e in particolare ai giovani di oggi e di domani, il diritto al proprio futuro.
R29A www.rete29aprile.it
Proposte della Rete29Aprile per l’Università: http://www.rete29aprile.it/info/unidea-di-universita.html
Documento del Coordinamento della Rete 29 Aprile del 10 settembre 2010: http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/Doc%20Coordinamento%20R29A%2010.9.2010.pdf
Punti di intesa dell’Assemblea nazionale convocata dalla Rete29Aprile il 17 settembre a Roma e aperta alla partecipazione, che si è rivelata ampia, di altri soggetti dell’Università (studenti, ricercatori precari e non, professori) e degli Enti di ricerca pubblica:
http://www.rete29aprile.it/FILES_UPPATI/Punti%20Assemblea.pdf
|
|
Comunicati stampa -
Comunicati Stampa
|
|
Scritto da Administrator
|
|
Mercoledì 15 Settembre 2010 01:59 |
|
Ai Rettori delle Università statali italiane
Magnifici Rettori,
in questi mesi la Rete29Aprile (e, crediamo, tutti coloro che hanno a cuore l’Università pubblica come istituzione) sta assistendo con enorme preoccupazione al tentativo di smantellamento dell’Università pubblica condotto attraverso la cosiddetta “riforma Gelmini”. Molti, ci si consenta la sincerità, hanno l’impressione che i rettori, con l’acqua alla gola, pensino di barattare la riforma universitaria imposta dal Governo in cambio del momentaneo rifinanziamento delle Università statali. Finanziamento che, per la verità, non dovrebbe essere considerato una gentile concessione, ma semplicemente parte dei servizi fondamentali che qualsiasi Governo dovrebbe garantire per mantenere viva una istituzione pubblica.
Ci chiediamo, e Vi chiediamo: quale esito ha avuto sino ad oggi la strategia che vi abbiamo visto affermare in modo apparentemente compatto, senza incrinature? Per parte nostra pensiamo che non sia possibile assistere, inerti, a quello che ci appare un progressivo dissolvimento dell’Università pubblica. Dissolvimento che non passa solo dal prosciugamento delle risorse minime necessarie per mantenere attiva una funzione pubblica, basilare per il Paese e per il suo progresso, ma, anche e soprattutto, per la perdita di dignità che viene inflitta al sistema universitario con uno stillicidio di umiliazioni.
Per non andare troppo lontano, e per evitare una lista talmente lunga da non poter essere racchiusa in una lettera, facciamo riferimento solo a pochissime, ma a nostro avviso significative, occasioni mancate ed episodi di evidente debolezza del sistema:
- il movimento spontaneo dell’Onda, nato dall’impegno civile degli studenti che lucidamente vedevano nei tagli imposti dalla legge 133 del 6/8/2008 un micidiale attacco all’Università pubblica, contrastabile solo attraverso una diffusa presa di coscienza da parte della società, è parso mal tollerato se non considerato ostile dai vertici universitari, e comunque non convintamente appoggiato, se non episodicamente e in poche sedi;
- i finanziamenti (o meglio, l’attenuazione degli insostenibili tagli!) che il Governo sembra a più riprese aver prospettato, non è mai arrivata, dando l’impressione di una Università che, come il giovane Oliver Twist, chiede “posso avere ancora un poco di minestra Signore?”, ma non riceve risposta e resta affamata e frustrata;
|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Settembre 2010 23:28 |
|
Comunicati stampa -
Comunicati Stampa
|
|
Scritto da Alessandro Ferretti
|
|
Mercoledì 08 Settembre 2010 00:01 |
|
Comunicato in formato .pdf
L’Università fa la differenza: a Roma la II assemblea nazionale della rete 29 Aprile La Rete 29 Aprile – Ricercatori per un’università pubblica, libera e aperta, convoca per il giorno 17 settembre (ore 10.30, presso l’aula La Ginestra della facoltà di Chimica nella città universitaria della Sapienza di Roma) la sua seconda assemblea nazionale, aperta a tutti i ricercatori universitari degli atenei italiani, oltre che ai ricercatori non ancora strutturati, ai ricercatori degli enti pubblici di ricerca e a tutti coloro – quale che sia il loro ruolo o la loro funzione nell’Università – che hanno a cuore l’Università libera, pubblica e aperta. Dopo la prima assemblea del 29 aprile 2010, la R29A intende fare il punto sulla estensione della protesta nei diversi atenei, valutando anche ulteriori iniziative per l’autunno che, a causa dell’iter parlamentare del controverso disegno di legge c.d. “Gelmini” e nella permanenza della drammatica situazione finanziaria degli Atenei (che non saranno neppure più in grado di pagare gli stipendi), si preannuncia senz’altro caldo.
Tramite la R29A, i ricercatori hanno accompagnato la protesta con una serie di riflessioni su punti di forza e manchevolezze del sistema universitario, avanzando proposte tese a concretizzare l’enorme potenziale di sviluppo che esso racchiude (http://www.rete29aprile.it/info/unidea-di-universita.html). Proposte che sono state favorevolmente riprese dal Capo dello Stato in una lettera alla Rete, e da lui inoltrate al Ministro Gelmini, (http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/dalla-homepage-del-quirinale.html) con l’auspicio di un “costruttivo confronto che guardi al merito delle questioni e all’interesse di lungo periodo del nostro Paese”, per realizzare in modo condiviso la necessaria riforma universitaria.
Attraverso la Rete i ricercatori di 33 atenei italiani chiedono: - di istituire un ruolo unico dei professori universitari che garantisca indipendenza e autonomia di didattica e ricerca, e sostituisca la attuale pletora di posizioni funzionali previste nel lontano 1980 e mai pienamente implementate; - un contratto unico pre-ruolo che sia realmente in grado di garantire un rapido accesso ai ruoli docenti, invece degli assegni di ricerca e dei contratti triennali che estendono la durata della gavetta pre-ruolo oltre i dieci anni, di fatto istituzionalizzando il precariato nell’Università; - finanziamenti adeguati per didattica e ricerca e garanzie riguardo ad autonomia e democrazia negli organi di governo degli atenei, ridotte praticamente a zero dal progetto ministeriale; - equità rispetto alle modalità di pensionamento dei ricercatori universitari, da equiparare – anche in considerazione del ruolo pressoché identico svolto nei fatti sino ad oggi – a quelle previste per i professori; - un impegno ad assicurare il diritto allo studio, la mobilità studentesca, strutture e infrastrutture al livello dei migliori Paesi europei.
Purtroppo fino ad oggi l’autorevole auspicio del Presidente della Repubblica non è stato raccolto; nessuna iniziativa è stata presa per avviare un confronto e per ascoltare la voce dei ricercatori che oltre alla loro attività di ricerca impartiscono da anni quasi la metà della didattica nelle Università italiane; Mancando a oggi riscontri a queste proposte, rimangono immutate le ragioni della protesta, che continua con la modalità fino a oggi espressa: l’indisponibilità alla didattica frontale da parte dei ricercatori, svolta fino ad oggi su base volontaria e quasi sempre a titolo gratuito. Con l’Assemblea nazionale del 17 settembre la Rete29Aprile:
INTENDE
richiamare e mobilitare tutte le componenti dell’Università ad un comune contrasto di norme sbagliate e controproducenti, che appaiono studiate più per infliggere un colpo di grazia all’Università pubblica, che per combatterne le molte e gravi storture. In particolare la Rete29Aprile intende esplicitamente rivolgere questo invito agli studenti, che sono la ragione prima del sistema universitario.
INVIA
un forte richiamo al Governo del Paese ed a tutte le componenti del Parlamento affinché si dia realmente seguito alle parole-chiave espresse pubblicamente (lotta alle baronie, merito, responsabilità, valutazione, valorizzazione dei giovani), anziché contraddirle sistematicamente come avviene nell’attuale disegno di legge di riforma.
RIVENDICA con orgoglio l’alto servizio per la comunità svolto dalla ricerca pubblica e dall’istituzione universitaria che, anziché essere continuamente denigrata, depauperata, svilita, può e deve essere messa in condizione di offrire la sua fondamentale produzione di conoscenza al servizio del progresso della società italiana ed europea.
R29A
|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Settembre 2010 23:29 |
|
Comunicati Stampa
|
|
Scritto da Alessandro Ferretti
|
|
Sabato 04 Settembre 2010 16:21 |
|
31.08.2010
“Rete Ricerca Pubblica” e “Rete29Aprile”
insieme per la Ricerca e la Scuola Pubblica.
La “Rete Ricerca Pubblica” (libera aggregazione di lavoratori della ricerca pubblica per la salvaguardia della libertà e dell'indipendenza della ricerca in Italia http://retericercapubblica.blogspot.com) e la “Rete29Aprile” (rete dei ricercatori universitari http://www.rete29aprile.it), nella volontà di unire le proprie forze per una battaglia in difesa dell'autonomia e dell'indipendenza della Ricerca in Italia che sia di tutti i Ricercatori Italiani (Enti di Ricerca Pubblici e Università Pubbliche), dichiarano totale solidarietà e appoggio a tutti i lavoratori precari della scuola pubblica che da mesi protestano contro la legge 133 e da giorni sono in sciopero della fame a Montecitorio per difendere la scuola pubblica in vista dell'avvio del nuovo anno scolastico per il quale sono previsti ingenti tagli di risorse e di personale che faranno piombare circa 20.000 precari della scuola nella disoccupazione.
Ricercatori e insegnanti della scuola pubblica sono accomunati dall'essere parte del sistema di produzione e diffusione della conoscenza e della cultura del nostro Paese, sistema che in questi mesi sta vivendo un attacco frontale inedito e pericoloso, un attacco fatto di tagli pesantissimi ed ingiustamente punitivi che mettono a rischio la sopravvivenza del sistema stesso.
Mentre tutti i paesi evoluti investono massicciamente in formazione e ricerca, in Italia si approfitta della crisi per smantellare scuole, università ed enti di ricerca. Il prezzo da pagare sarà ben più oneroso dei risparmi ottenuti: abbandonare all'ignoranza le generazioni future avrà costi economici e sociali insostenibili per il Paese. Attaccare la formazione e la ricerca abbasserà il livello di benessere dei cittadini e renderà impossibile affrontare le sfide del futuro e la stessa convivenza civile.
R29A e RRP auspicano quindi il coordinamento delle proteste di tutti coloro che lavorano nel settore della conoscenza (Scuola, Università e Ricerca) per difendere tutti insieme il diritto dei cittadini ad avere un futuro di crescita e sviluppo culturale e civile nel Paese.
SOPPRIMERE LA RICERCA SPEGNE ANCHE IL TUO FUTURO.
Riferimenti:
Rete Ricerca Pubblica:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
- Federica De Luca
Rete29Aprile:
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
- Piero Graglia
|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Settembre 2010 10:07 |
|
|
|
|
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>
|
|
Pagina 10 di 13 |
|