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Comunicati stampa
Comunicato annesso alla lettera degli RTD al Presidente della Repubblica PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Febbraio 2013 14:41

Riceviamo e volentieri pubblichiamo anche il seguente comunicato, correlato alla lettera aperta degli RTD al Presidente della Repubblica:

Comunicato

Siamo “giovani ricercatori” italiani, “giovani” secondo i parametri del Ministero dell’Istruzione Italiano. In verità abbiamo trenta, quarant’anni, e nel resto d’Europa i nostri coetanei hanno già un importante ruolo nel mondo accademico. Invece qui in Italia rappresentiamo una nuova categoria di Ricercatori universitari, precari, a Tempo Determinato (introdotti dalle recenti riforme universitarie).

Siamo quelli che, dopo 3 anni di contratto e dopo anni di precariato rimangono senza prospettive. La ricerca dunque non è più, ma sarebbe, l’obiettivo dei nostri studi in Italia e all’estero, dopo molti anni di precariato negli atenei. Dopo aver investito tempo ed energie, la ricerca non è il nostro punto di arrivo: il nostro approdo ci è stato tolto, da un giorno all’altro. Una categoria importante di lavoratori, quella dei Ricercatori Universitari, è stata eliminata, sostituendola con due figure precarie in nome di una non meglio specificata “mobilità” e “meritocrazia”.

La recente riforma Universitaria aveva previsto anche una seconda figura di Ricercatore a Tempo Determinato, quello con tenure track, ossia un ricercatore che, dopo un contratto triennale, una volta sottoposto ad una seria valutazione, sarebbe entrato a far parte dell’organico accademico come Professore associato, abbassando l’età dell’avanzamento di carriera, proprio in maggiore accordo con il panorama europeo. Attualmente tuttavia, a due anni dalla riforma universitaria, nel panorama nazionale risultano pochi esempi di figure con tenure track, contro i 2200 ricercatori precari che hanno cominciato a lavorare e insegnare presso gli atenei italiani.

Tutti noi siamo a favore della valutazione meritocratica, della mobilità, in un Paese che però offrisse realmente la possibilità di avere una ricollocazione professionale. Riteniamo importante esser sottoposti a valutazioni scientifiche serie, ma vogliamo anche che siano queste a determinare la possibilità di continuare a svolgere il nostro lavoro e non i feroci tagli ai finanziamenti all’Università insieme alla totale impossibilità di realizzare una realistica programmazione di reclutamento a lungo termine. Ai numerosi pensionamenti non corrispondono nuove assunzioni, disperdendo così un vasto e ricco patrimonio di persone già formate e già inserite nel mondo della Ricerca e impedendo di fatto il ricambio generazionale.

Per questo motivo abbiamo cercato di organizzarci, di discutere, e abbiamo deciso di scrivere al Presidente della Repubblica affinché, come massima autorità del nostro Stato, ci dia la possibilità di esporre a Lui e al resto della società civile la situazione in cui ci troviamo, fiduciosi della Sua sensibilità e del Suo interesse.

(di seguito alcuni link che riprendono l'iniziativa)

http://www.lastampa.it/2013/02/14/cultura/scuola/i-ricercatori-scrivono-a-napolitano-noi-giovani-senza-futuro-kX7bhWzCz1hzNZqizO2TMK/pagina.html

http://247.libero.it/focus/24675520/1/i-ricercatori-scrivono-a-napolitano-noi-giovani-senza-futuro/

http://www.ilmondo.it/attualita/2013-02-14/universit-ricercatori-lettera-napolitano-noi-senza-futuro_198933.shtml

http://www.wallstreetitalia.com/article/1500969/universita-da-ricercatori-lettera-a-napolitano-noi-senza-futuro.aspx

http://www.corriereuniv.it/cms/2013/02/i-ricercatori-scrivono-a-napolitano-siamo-senza-futuro/

http://www.zeroventiquattro.it/politica/i-ricercatori-a-tempo-determinato-scrivono-al-presidente-della-repubblica/

 
"Chiediamo diritto al futuro" - lettera aperta di un gruppo di Ricercatori a tempo determinato al Presidente della Repubblica PDF Stampa E-mail
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Comunicati di altre organizzazioni o istituzioni
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Febbraio 2013 14:28

[aggiornamento: la risposta fatta pervenire dalla presidenza della Repubblica è consultabile alla pagina Facebook attivata dai colleghi che ci hanno fatto pervenire il testo: http://www.facebook.com/pages/Ricercatori-a-tempo-Determinato-RTD/488978607835732]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa

Lettera aperta dei Ricercatori a Tempo Determinato al Presidente della Repubblica: “Chiediamo diritto al futuro”.
(per ulteriori approfondimenti fare click QUI ; alla lettera è allegato un comunicato stampa)

“ … posso riconoscere che ci vuole coraggio e forza, io l’ho avuta, sono stata in Italia in momenti molto difficili e non sono stata premiata. La speranza di un Paese, di un futuro migliore deve sostenere il giovane ricercatore, però ci vuol coraggio ...” (R. Levi Montalcini, Università di Pavia 2009)


Caro Presidente,

a scriverLe questa lettera è chi rappresenta, o meglio dovrebbe rappresentare, il futuro dell’Università italiana. Siamo “giovani ricercatori” che dopo aver conseguito lauree, dottorati di ricerca e specializzazioni post-doc, con coraggio e speranza studiano e lavorano da anni in seno all’Università italiana contribuendo a portare avanti la ricerca e la didattica dei nostri atenei.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Marzo 2013 19:28
 
Tra il “labirinto delle età” e le scarse risorse, indirizzate dai/ai potentati accademici: la “povera” ricerca italiana al tramonto dell’era Profumo-Gelmini PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Febbraio 2013 23:46

Lo scorso 28 dicembre 2012 sono stati pubblicati i bandi PRIN 2012 — Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale — e FIR 2013 — Futuro In Ricerca — per l’assegnazione delle uniche risorse messe a disposizione annualmente per gli investimenti nella ricerca  scientifica e tecnologica. Con tali bandi il Governo intende, tra l’altro, «garantire il necessario sostegno economico alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti di ricerca pubblici» e «favorire il ricambio generazionale presso gli atenei e gli enti di ricerca pubblici afferenti al MIUR, (destinando adeguate risorse al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale proposti da giovani ricercatori di età inferiore ai 40 anni)». Obiettivi condivisibilissimi e importanti ma, come al solito, le regole previste nei bandi ed il finanziamento messo a disposizione non sembrano coerenti con queste enunciazioni.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Febbraio 2013 00:30
 
Elezioni CUN: nuova vittoria della R29A PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Febbraio 2013 23:43

In occasione delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze dei professori ordinari, dei professori associati e dei ricercatori per alcune aree disciplinari del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), la Rete29Aprile saluta con soddisfazione un risultato che ricalca quello del gennaio 2010.

Anche in quell’occasione, su 7 ricercatori da eleggere, la R29A ne aveva espressi 5; oggi, nuovamente,su 6 candidati sostenuti dalla Rete 29 Aprile ne sono passati 5. Resta un poco di amarezza nel notare come la partecipazione non sia stata quella che si potrebbe attendere dai numeri, veramente alti, dei ricercatori aventi diritto al voto; tuttavia si conferma che la parte più attiva e presente dei ricercatori delle università italiane vede nella R29A un costante punto di riferimento e di orientamento.

In una fase in cui ci si prepara alle elezioni politiche e si assiste all’eclissi del dibattito sul futuro dell’istruzione pubblica nel nostro Paese, confermare l’insostituibile ruolo di controllo del CUN, organo eletto democraticamente, è fondamentale per non ridurre il sistema universitario a una fornace che produce laureati come “prodotti” per le aziende e non persone. Noi continueremo a considerare il sistema universitario come strategico per la crescita collettiva delPaese, lavorando per la sua difesa e valorizzazione, in ossequio ai dettami della Costituzione e considerando il diritto allo studio uno dei valori più meritevoli di tutela

 
Il "caso Catania" PDF Stampa E-mail
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Lunedì 05 Novembre 2012 11:02

Ancora sul “caso Catania”

Il “caso Catania”, paradigmatico di quanto potrà avvenire ovunque (e in diversi casi sta già accadendo) nell’Università italiana, continua a offrire nuovi spunti di riflessione. Dopo l’impegno del Rettore dell’Università di Catania (di seguito, per brevità, Rettore dell’UdC), formulato in assemblea pubblica (vedi QUI l'intervento del Rettore e quello di Gianni Piazza) a rivedere o rimuovere le incredibili “linee guida comportamentali nel caso di apertura di procedimenti disciplinari”, lo stesso Rettore dell’UdC è tornato sui suoi passi con una stupefacente giravolta. Si tratta, lo ricordiamo, di linee guida che statuiscono che dibattiti pubblici, assemblee di docenti e perfino il coinvolgimento di organi istituzionali (???) o di informazione determinano senz’altro “interferenze esterne sul regolare svolgimento e sulla corretta conclusione” di provvedimenti disciplinari, e sono dunque “da stigmatizzare”, ventilando per di più la possibilità di autonomi ulteriori provvedimenti disciplinari per coloro che, con le modalità suddette, dovessero turbare “la serenità degli organi di ateneo competenti in materia”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Novembre 2012 21:54
 
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