Rete29Aprile

Ricercatori per una università Pubblica, Libera, Aperta

Benvenut* nel sito web della Rete29Aprile!
"Chiediamo diritto al futuro" - lettera aperta di un gruppo di Ricercatori a tempo determinato al Presidente della Repubblica PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 15 Febbraio 2013 14:28

[aggiornamento: la risposta fatta pervenire dalla presidenza della Repubblica è consultabile alla pagina Facebook attivata dai colleghi che ci hanno fatto pervenire il testo: http://www.facebook.com/pages/Ricercatori-a-tempo-Determinato-RTD/488978607835732]

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa

Lettera aperta dei Ricercatori a Tempo Determinato al Presidente della Repubblica: “Chiediamo diritto al futuro”.
(per ulteriori approfondimenti fare click QUI ; alla lettera è allegato un comunicato stampa)

“ … posso riconoscere che ci vuole coraggio e forza, io l’ho avuta, sono stata in Italia in momenti molto difficili e non sono stata premiata. La speranza di un Paese, di un futuro migliore deve sostenere il giovane ricercatore, però ci vuol coraggio ...” (R. Levi Montalcini, Università di Pavia 2009)


Caro Presidente,

a scriverLe questa lettera è chi rappresenta, o meglio dovrebbe rappresentare, il futuro dell’Università italiana. Siamo “giovani ricercatori” che dopo aver conseguito lauree, dottorati di ricerca e specializzazioni post-doc, con coraggio e speranza studiano e lavorano da anni in seno all’Università italiana contribuendo a portare avanti la ricerca e la didattica dei nostri atenei.

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Marzo 2013 19:28
 
Tra il “labirinto delle età” e le scarse risorse, indirizzate dai/ai potentati accademici: la “povera” ricerca italiana al tramonto dell’era Profumo-Gelmini PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Febbraio 2013 23:46

Lo scorso 28 dicembre 2012 sono stati pubblicati i bandi PRIN 2012 — Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale — e FIR 2013 — Futuro In Ricerca — per l’assegnazione delle uniche risorse messe a disposizione annualmente per gli investimenti nella ricerca  scientifica e tecnologica. Con tali bandi il Governo intende, tra l’altro, «garantire il necessario sostegno economico alle eccellenze scientifiche emergenti e già presenti presso gli atenei e gli enti di ricerca pubblici» e «favorire il ricambio generazionale presso gli atenei e gli enti di ricerca pubblici afferenti al MIUR, (destinando adeguate risorse al finanziamento di progetti di ricerca fondamentale proposti da giovani ricercatori di età inferiore ai 40 anni)». Obiettivi condivisibilissimi e importanti ma, come al solito, le regole previste nei bandi ed il finanziamento messo a disposizione non sembrano coerenti con queste enunciazioni.

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Febbraio 2013 00:30
 
Elezioni CUN: nuova vittoria della R29A PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 04 Febbraio 2013 23:43

In occasione delle elezioni per il rinnovo delle rappresentanze dei professori ordinari, dei professori associati e dei ricercatori per alcune aree disciplinari del Consiglio Universitario Nazionale (CUN), la Rete29Aprile saluta con soddisfazione un risultato che ricalca quello del gennaio 2010.

Anche in quell’occasione, su 7 ricercatori da eleggere, la R29A ne aveva espressi 5; oggi, nuovamente,su 6 candidati sostenuti dalla Rete 29 Aprile ne sono passati 5. Resta un poco di amarezza nel notare come la partecipazione non sia stata quella che si potrebbe attendere dai numeri, veramente alti, dei ricercatori aventi diritto al voto; tuttavia si conferma che la parte più attiva e presente dei ricercatori delle università italiane vede nella R29A un costante punto di riferimento e di orientamento.

In una fase in cui ci si prepara alle elezioni politiche e si assiste all’eclissi del dibattito sul futuro dell’istruzione pubblica nel nostro Paese, confermare l’insostituibile ruolo di controllo del CUN, organo eletto democraticamente, è fondamentale per non ridurre il sistema universitario a una fornace che produce laureati come “prodotti” per le aziende e non persone. Noi continueremo a considerare il sistema universitario come strategico per la crescita collettiva delPaese, lavorando per la sua difesa e valorizzazione, in ossequio ai dettami della Costituzione e considerando il diritto allo studio uno dei valori più meritevoli di tutela

 
CUN candidature PDF Stampa E-mail
CUN
Scritto da massimiliano tabusi   
Mercoledì 09 Gennaio 2013 00:00


I prossimi 21 - 29 gennaio si rinnoverà parte del Consiglio Nazionale Universitario, il CUN, unico organo centrale democratico e rappresentativo di tutte le componenti dell'università. In particolare si voterà per le aree 1, 2, 4, 6, 8, 11 e 14 (vedi QUI per i settori scientifico-disciplinari di ogni area).

Coerentemente con il lavoro di elaborazione di documenti e proposte sull’Università, che svolge ormai da alcuni anni, la Rete29Aprile considera il CUN una istituzione importante in cui contribuire a sviluppare e sostenere l’Università Pubblica, Libera e Aperta, che è l'obiettivo stesso della Rete. Per questo R29A è lieta di diffondere le candidature delle colleghe e dei colleghi sotto indicati, che hanno sottoscritto il documento comune riportato di seguito:

Area 01 - Scienze matematiche e informaticheArea 02 - Scienze fisicheArea 06 - Scienze mediche

Ricercatore
Ludovico PERNAZZA
Pavia

Ricercatrice
Romana FRATTINI
Venezia, Ca' Foscari


Ricercatrice
Manuela DI FRANCO
Roma, La Sapienza

Area 08 - Ingegneria civile ed architettura
Area 11 - Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologicheArea 14 - Scienze politiche e sociali
Ricercatrice
 Fiammetta COSTA
Milano, Politecnico

Ricercatrice
Alessia MARIOTTI
Bologna
 Ricercatore
Alessandro ARIENZO
Napoli, Federico II

Care colleghe, cari colleghi,

dal 21 al 29 gennaio prossimi è previsto il parziale rinnovo del Consiglio Universitario Nazionale per le Aree 01, 02, 04, 06, 08, 11 e 14. Possono votare tutti i ricercatori delle aree, compresi i ricercatori a tempo determinato.

Il CUN è l'unico organo centrale democratico e rappresentativo di tutte le componenti dell'università; formula pareri e proposte al Ministero ed è tenuto per legge ad esprimersi su tutti gli atti che riguardano il sistema universitario, quali i regolamenti didattici, i passaggi di settore, che hanno quindi un impatto diretto sulla qualità della nostra vita lavorativa. Nonostante la legge 240 e i suoi diversi decreti applicativi tendano a ridurne fortemente il ruolo, questo organo ha svolto una funzione importante sia sul piano "tecnico", attraverso i suoi pareri, sia su quello "politico" attraverso le sue mozioni. Per tutto ciò riteniamo sia prioritario impegnarsi per garantire che rimanga un interlocutore credibile e competente del Ministero e rafforzare il suo ruolo di organo centrale dell'autonomia universitaria.

In particolar modo, il Consiglio dovrà consolidare i compiti di consulenza del ministero e programmazione del sistema universitario, con un necessario chiarimento dei rapporti e delle rispettive competenze con Anvur, che ha invece il compito di valutare tale sistema. In mancanza di profondi e auspicati cambiamenti, il completamento della riforma evidenzierà una serie di criticità che penalizzeranno l'Università e colpiranno in particolare le fasce più deboli, quelle degli studenti, dei precari e dei ricercatori, che vedranno negate le legittime aspirazioni di formazione, inserimento e carriera. Il CUN deve sollevare con forza i temi degli organici, delle strutture, dell'offerta formativa, del pluralismo scientifico e culturale. Esso deve contrastare il ridimensionamento del sistema universitario pubblico avviato con la legge 133/2008 e ribadito dalla conferma dei 'tagli' per il prossimo anno con la Legge di Stabilità da poco approvata e contrastare la diminuzione dell'offerta formativa basata su meri parametri quantitativi anche attraverso l'avvio del processo di 'Autovalutazione, Valutazione periodica e Accreditamento' (AVA).

Senza una visione complessiva del sistema nel lungo periodo e senza un disegno organico, che preveda la ripresa delle assunzioni e delle progressioni di carriera, il riavvio del finanziamento della ricerca, l'introduzione del ruolo unico della docenza e il potenziamento del diritto allo studio, non si potrà realizzare un sistema universitario adeguato alle necessità di un paese avanzato e la condizione del corpo docente dell'Università italiana rimarrà peggiore di quella in cui si trova di diritto in molti altri paesi.

Siamo convinti che i ricercatori abbiano avuto in questi anni un atteggiamento di grande responsabilità, con una capacità di confronto aperto, critico e propositivo sui temi dell'Università. Lungo questa linea intendiamo continuare a lavorare per il futuro. Se non vogliamo rassegnarci al declino delle nostre istituzioni, è indispensabile intervenirvi, non solo per cercare di aumentare significativamente le risorse finanziarie ed umane, ma anche per tentare di correggere la tendenza in atto verso una gestione degli atenei sempre più centralistica e verticistica. Il CUN non è dunque l'unico luogo del nostro impegno, ma è un luogo importante nel quale essere presenti.

Proprio perché condividiamo la necessità di difendere e migliorare l'università pubblica presentiamo le nostre candidature impegnandoci a lavorare insieme nel CUN, così come nei nostri atenei e nei movimenti che ci hanno visti uniti in questi anni difficili.

Alessandro Arienzo, Fiammetta Costa, Manuela Di Franco, Romana Frattini, Alessia Mariotti, Ludovico Pernazza


Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Gennaio 2013 12:09
 
Il "caso Catania" PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 05 Novembre 2012 11:02

Ancora sul “caso Catania”

Il “caso Catania”, paradigmatico di quanto potrà avvenire ovunque (e in diversi casi sta già accadendo) nell’Università italiana, continua a offrire nuovi spunti di riflessione. Dopo l’impegno del Rettore dell’Università di Catania (di seguito, per brevità, Rettore dell’UdC), formulato in assemblea pubblica (vedi QUI l'intervento del Rettore e quello di Gianni Piazza) a rivedere o rimuovere le incredibili “linee guida comportamentali nel caso di apertura di procedimenti disciplinari”, lo stesso Rettore dell’UdC è tornato sui suoi passi con una stupefacente giravolta. Si tratta, lo ricordiamo, di linee guida che statuiscono che dibattiti pubblici, assemblee di docenti e perfino il coinvolgimento di organi istituzionali (???) o di informazione determinano senz’altro “interferenze esterne sul regolare svolgimento e sulla corretta conclusione” di provvedimenti disciplinari, e sono dunque “da stigmatizzare”, ventilando per di più la possibilità di autonomi ulteriori provvedimenti disciplinari per coloro che, con le modalità suddette, dovessero turbare “la serenità degli organi di ateneo competenti in materia”.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Novembre 2012 21:54
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 1 di 27
Joomla Templates: by JoomlaShack